La ricerca della felicità





La ricerca della felicità è il primo film girato da Muccino con produzione americana. Ha riscosso un notevole successo a Hollywood. Negli USA ha incassato 162 milioni di dollari, in Italia 15 milioni di €, e in tutto il mondo304.000.000 $.[1]



Il film è ispirato ad una storia realmente accaduta: quella di Chris Gardner, imprenditore oggi milionario che durante i primi anni ottanta visse giorni di intensa povertà, con un figlio a carico e senza una casa dove poterlo crescere.



Il film vuole fornire un ideale spaccato della società americana nella quale il successo personale è visto come il traguardo più importante da raggiungere nel corso della propria vita a costo di saper sacrificare a questo tutto, famiglia, amici, ideali, ecc.



Nel titolo originale del film, The pursuit of Happyness, l'errore di ortografia della "y" al posto della "i" in "happiness" è tratto da un graffito che appare nel film, di fianco all'entrata della scuola frequentata dal piccolo Christopher. Si riferisce alla Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti, come scritta daThomas Jefferson (1743-1826), dove sono elencati i diritti inalienabili dell'uomo: la tutela della vita, della libertà e la ricerca della felicità.



Tuttavia, elencando i 3 diritti, dimentica di ricordare che il "diritto alla felicità" venne suggerito a Jefferson dall'amico Filippo Mazzei (1730 - 1816) con una lettera spedita con lo pseudonimo di "Phil the Gardener" dal Caffè dell'Ussero (Palazzo Agostini) di Pisa. Muccino nel film non ricorda l'italiano Filippo Mazzei ed il suo contributo (storicamente accertato) a questo diritto costituzionale americano.[2]



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Marco Costanzo

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